Ogni anno, durante i colloqui di orientamento di giugno e luglio, la domanda torna sempre: "meglio un corso professionale o un percorso universitario tipo Design della Comunicazione?". Proviamo a rispondere onestamente, senza fare il tifo per una parte sola.
Cosa offre l'università
Un percorso universitario in design o comunicazione offre una formazione teorica più ampia — storia del design, semiotica, sociologia della comunicazione — e un titolo riconosciuto che in alcuni contesti (concorsi pubblici, alcune posizioni in grandi aziende) è richiesto formalmente. I tempi però sono lunghi: tre anni per la triennale, spesso cinque se si continua con la magistrale.
Cosa offre un corso professionale
Un corso professionale annuale o biennale concentra il tempo sulla pratica: si progetta da subito, spesso su brief reali fin dai primi mesi. Il titolo non è una laurea, ma nel mondo del graphic design il portfolio pesa quasi sempre più del pezzo di carta — sono pochissimi i clienti o i direttori creativi che chiedono di vedere una laurea prima di un lavoro.
"Nessun cliente ci ha mai chiesto una laurea prima di guardare il portfolio. Sempre il contrario."
— Federico Donatelli, OpenArt AcademyLe domande giuste da farsi
Vuoi lavorare subito o hai tempo da investire?
Se l'obiettivo è entrare nel mondo del lavoro il prima possibile con competenze operative, un corso professionale accorcia i tempi in modo netto. Se invece hai tempo, curiosità per la teoria e ti interessa anche l'ambito accademico o della ricerca, l'università ha senso.
Ti interessa il "perché" o il "come"?
Semplificando molto: l'università insegna soprattutto il perché delle cose (teoria, contesto culturale), un corso professionale insegna soprattutto il come (produzione, strumenti, gestione del brief). Nessuno dei due è "meglio" in assoluto: dipende da cosa ti serve per il lavoro che vuoi fare.
Puoi anche fare entrambi
Molti nostri studenti arrivano da un percorso universitario umanistico o artistico e scelgono un corso professionale per acquisire le competenze operative che l'università non dà. Altri fanno il percorso inverso: prima la pratica, poi eventualmente l'università per approfondire. Non è un bivio definitivo.
Cosa guardiamo davvero in un candidato
In 25 anni di scuola, quello che facciamo notare è semplice: quando valutiamo uno stagista o assumiamo un collaboratore, guardiamo il portfolio, come ragiona su un brief, come gestisce le critiche. Il tipo di percorso da cui arriva conta molto meno di quanto si pensi.
In sintesi
Non esiste una risposta universale. Se il tuo obiettivo è lavorare nel graphic design il prima possibile con competenze concrete, un corso professionale accorcia i tempi. Se ti interessa anche la parte teorica e hai tempo da investire, l'università ha senso. L'importante è scegliere sapendo cosa stai davvero comprando con quel tempo.