Ogni mese esce un nuovo strumento AI "che cambierà per sempre il modo di fare grafica". La maggior parte sparisce in pochi mesi. Quello che segue non è un elenco esaustivo, ma gli strumenti che usiamo realmente nei nostri corsi, con un giudizio onesto su cosa fanno bene e dove ancora zoppicano.
1. Midjourney e Ideogram — concept e moodboard
Restano i più affidabili per generare immagini di riferimento veloci: moodboard, primi concept da mostrare a un cliente, esplorazioni di stile prima di mettersi al lavoro "sul serio" in Illustrator o Photoshop. Ideogram in particolare gestisce meglio il testo dentro le immagini, utile per mockup di copertine o packaging.
2. Kling AI — animazione da immagine statica
Per chi lavora con contenuti AR o video promozionali, Kling AI (in combinazione con strumenti come Artivive per l'AR) permette di animare un'illustrazione statica in modo credibile senza dover girare o animare tutto da zero. Lo usiamo concretamente nei progetti di realtà aumentata per l'editoria.
"Il vantaggio non è generare l'immagine finale. È arrivare più velocemente alla decisione giusta."
— Federico Donatelli, OpenArt Academy3. Adobe Firefly — integrato nel workflow che già usi
Il punto di forza di Firefly non è la qualità (spesso inferiore a Midjourney), ma l'integrazione diretta dentro Photoshop: riempimento generativo, estensione dell'immagine, rimozione oggetti. Per chi lavora già in Adobe, evita di uscire dal software per ogni piccola modifica.
4. ChatGPT e Claude — non per le immagini
Il contributo più utile di questi strumenti in uno studio grafico non è generare visual, ma velocizzare tutto il lavoro "intorno" al progetto: brief da riformulare, testi per un layout, naming di prodotto, struttura di una presentazione cliente. Sottovalutato, ma è dove si recupera più tempo ogni settimana.
Cosa l'AI ancora non fa bene
- Coerenza di brand su più applicazioni — un logo generato bene raramente regge su biglietto da visita, insegna e sito senza intervento umano pesante
- Vettoriale pulito — le immagini generate restano raster; per loghi e icone serve comunque ridisegnare a mano in Illustrator
- Gusto — l'AI propone, non decide. Serve un occhio allenato per scegliere tra 20 varianti quella giusta
Come lo inseriamo nella didattica
Nei corsi PRO trattiamo l'AI come una fase del processo, non come sostituto del progetto: si usa per esplorare velocemente, poi si torna agli strumenti tradizionali per portare il lavoro a un livello professionale vero. È lo stesso approccio che chiediamo agli studenti di portarsi dietro anche dopo il diploma.
In sintesi
Gli strumenti AI utili nel 2026 sono quelli che accorciano i tempi morti del processo creativo, non quelli che promettono di sostituirlo. Vale la pena impararli bene, ma senza illudersi che bastino da soli.